Sai che esiste, ma non sai cosa c'è dentro
- maurobroccalifecoa

- 7 minuti fa
- Tempo di lettura: 3 min

C'è una cosa che faccio spesso in sessione con i CEO.
Chiedo: "Sai cos'è la coscienza?"
La risposta arriva quasi sempre uguale: "Sì, certo."
Poi chiedo: "Dimmi cos'è."
E lì si apre uno spazio vuoto.
Esistono due livelli di sapere che la maggior parte delle persone confonde.
Il primo è la coscienza di esistenza.
Sai che una cosa esiste.
Punto. Hai sentito la parola, l'hai letta da qualche parte, ti suona familiare.
È come sapere che in casa hai un libro su uno scaffale.
Lo vedi ogni giorno.
Sai che c'è.
Il secondo è la conoscenza conscia.
Sai cosa c'è dentro quel libro. Hai letto le pagine.
Hai metabolizzato i concetti. Puoi usarli.
Sono due cose completamente diverse.
Il problema è questo: il cervello tratta la coscienza di esistenza come se fosse conoscenza reale.
Ti fa sentire competente su cose che conosci solo di nome.
Per un CEO questo è un rischio concreto.
Prendi decisioni basandoti su mappe che pensi di avere ma che in realtà non hai mai disegnato.
Ora c'è un terzo livello.
Quello che pochi considerano.
Jung lo chiamava inconscio collettivo.
È un deposito enorme.
Contiene schemi, simboli, esperienze sedimentate dall'intera storia dell'umanità.
Non lo hai costruito tu.
Era già lì quando sei nato.
E la cosa interessante è questa: puoi attingerci.
Non in modo mistico. In modo pratico.
Quando hai un'intuizione che non sai spiegare ma si rivela giusta, stai attingendo lì.
Quando una metafora ti colpisce e ti cambia la prospettiva in un secondo, stai attingendo lì. Quando in una sessione di ipnosi emergono risorse che il cliente giura di non aver mai avuto, vengono da lì.
L'inconscio collettivo è pieno di conoscenza che non hai ancora reso conscia.
È un libro che esiste, che è sempre stato nello scaffale, ma che non sapevi di poter aprire.
Come si trasforma tutto questo in qualcosa di utile?
Con le domande.
Non le domande agli altri.
Le domande a te stesso.
Quando ti fermi e ti chiedi "Cosa so davvero di questo?" attivi un processo diverso.
Vai a cercare dentro.
E quello che emerge non viene solo dalla tua esperienza personale.
Viene da un patrimonio molto più grande.
L'ipnosi Mind Unlock lavora esattamente qui.
Abbassa il rumore della mente conscia e apre l'accesso a quello che c'è sotto.
Spesso il cliente trova risposte che non sapeva di avere.
Perché le aveva solo non le aveva ancora rese consce.
Il manuale d'uso pratico
Prendi un problema che stai affrontando da settimane senza trovare la via.
Fatti queste domande, una alla volta, lentamente:
Cosa so già di questa situazione che non mi sono ancora detto chiaramente?
Se dovessi spiegare questo problema a qualcuno che non c'entra nulla, cosa direi?
Cosa farebbe una persona che stimo profondamente al posto mio?
La terza domanda in particolare apre qualcosa.
Ti sposta dal tuo punto di vista e ti fa accedere a schemi che non sono tuoi ma che puoi usare.
È un modo semplice di attingere a qualcosa di più grande della tua esperienza diretta.
Questo è il lavoro che faccio con i miei clienti.
Prima mappiamo cosa c'è davvero e cosa sembra esserci ma non c'è.
Poi andiamo a cercare le risorse dove stanno davvero.
Dentro.
In profondità.
Se vuoi fare questo lavoro anche tu, scrivimi. Parliamo.
Mauro Brocca — Life & Mental Coach | Metodo Mind Unlock maurobroccalifecoach.com


.png)



Commenti