Come Gestire le Paure degli Altri Senza Entrare in Conflitto
- maurobroccalifecoa

- 6 giorni fa
- Tempo di lettura: 5 min

di Mauro Brocca
Sei seduto al tavolo con il tuo socio.
Proponi un'idea.
Lui si irrigidisce.
Ti dice che è rischioso, che non funzionerà, che stai sottovalutando i problemi.
Non sta parlando della tua idea.
Sta parlando delle sue paure.
Questa è la prima cosa da capire.
Il meccanismo
Quando qualcuno attacca le tue scelte, spesso non ha niente a che fare con te.
Ha a che fare con quello che quella scelta fa emergere in lui.
Paura di perdere il controllo.
Paura di non essere abbastanza.
Paura del cambiamento.
Il problema è che quando vieni attaccato, la reazione naturale è difendersi.
O contrattaccare.
E lì parte la guerra.
Il pattern che ti blocca
Ti riconosci in questo?
Qualcuno critica la tua decisione
Senti una fitta al petto
Parti con le spiegazioni
Più spieghi, più l'altro attacca
Finisce in uno scontro (o tu cedi per evitarlo)
Questo accade perché stai combattendo sul campo sbagliato.
Stai cercando di convincerlo con la logica. Ma la paura non è logica.
La via d'uscita
Ti serve un approccio diverso. Te lo spiego con un caso reale.
Un mio cliente, amministratore delegato, doveva comunicare una ristrutturazione al suo CFO. Sapeva che avrebbe reagito male.
Gli ho insegnato questa sequenza:
1. Ascolta senza assorbire
Quando l'altro parla dalla paura, ascolta. Ma non prendere tutto dentro.
Invece di pensare "ha ragione, forse sto sbagliando" o "non capisce niente", prova questo:
"Sta esprimendo la sua preoccupazione. È valida per lui. Non è la mia."
2. Riconosci senza cedere
Non devi essere d'accordo. Devi solo riconoscere.
"Capisco che per te questo rappresenta un rischio."
Punto. Non aggiungi "ma". Non spieghi perché ha torto.
3. Mantieni la tua posizione
Dopo aver riconosciuto, riaffermi.
"E io procedo comunque in questa direzione."
Oppure:
"Ho valutato gli stessi rischi. La mia conclusione è diversa."
Nessuna giustificazione. Nessun attacco.
Cosa cambia
Mio cliente ha usato questo approccio. Il CFO ha espresso tutte le sue paure. Lui le ha ascoltate. Le ha riconosciute. E ha mantenuto la decisione.
Il CFO non era d'accordo. Ma non si è sentito attaccato. Non c'è stata guerra.
Due settimane dopo, era sul progetto. Attivo.
Il principio base
Non devi convincere nessuno. Non devi farti capire da tutti. Non devi vincere la discussione.
Devi solo mantenere il tuo spazio.
Quando capisci che la paura dell'altro non ti appartiene, smetti di combatterla. E quando smetti di combatterla, smetti di alimentarla.
Come si applica
Fase 1: Riconosci la proiezione
Prima di reagire, fai questa domanda:
"Sta parlando di me, o delle sue paure?"
Nove volte su dieci, è la seconda.
Fase 2: Respira
Letteralmente. Tre respiri profondi prima di rispondere.
Questo crea uno spazio tra lo stimolo e la tua reazione. In quello spazio, scegli come rispondere invece di reagire automaticamente.
Fase 3: Usa la formula
"Capisco che [la sua preoccupazione]. Per me [la tua posizione]."
Esempio reale da una sessione di coaching:
Cliente: "Mio padre mi ripete che sto rischiando troppo con questa espansione."
Risposta vecchia: "Non capisce niente di business, pensa sempre al peggio."
Risposta nuova: "Papà, capisco che tu sia preoccupato. Io vedo un'opportunità e la sto cogliendo."
Differenza? Zero conflitto. Zero sensi di colpa. Zero energia sprecata.
Gli errori da evitare
Non dire "ma"
"Capisco la tua paura, MA..."
Il "ma" cancella tutto quello che hai detto prima. Usa "e".
"Capisco la tua paura. E io vado avanti."
Non giustificarti
Non devi dimostrare di aver ragione. Ogni spiegazione in più è un invito al dibattito.
Non attaccare la loro paura
"Sei sempre negativo" o "Hai paura di tutto" non aiuta. Rinforza la difesa.
Il vero potere
Quando smetti di assorbire le paure altrui, ti liberi.
Puoi prendere decisioni senza il peso del giudizio. Puoi mantenere relazioni senza compromettere te stesso. Puoi guidare senza dover convincere tutti.
Non è arroganza. È chiarezza.
Manuale pratico
Situazione: Il tuo partner ti critica una scelta aziendale
❌ "Non capisci niente, questa è la strategia giusta." ❌ "Ok, hai ragione, non lo faccio." (mentre dentro ti rode) ✅ "Vedo che non sei d'accordo. Ho soppesato i pro e contro. Vado avanti."
Situazione: Un dipendente ha paura del cambiamento
❌ "Devi fidarti, è per il bene dell'azienda." ❌ "Se non ti va bene, la porta è quella." ✅ "Capisco che ti preoccupi. Il cambiamento ci sarà comunque. Come posso aiutarti ad adattarti?"
Situazione: Un collega proietta la sua insicurezza
❌ Difenderti punto per punto ❌ Ignorarlo (ma sentirti comunque toccato) ✅ "Ho notato che hai delle riserve. La mia valutazione è diversa. Procedo."
L'ancora pratica
C'è una tecnica che insegno ai miei clienti per rimanere centrati quando qualcuno proietta paura.
Si chiama "ancoraggio".
Quando senti arrivare l'attacco:
Unisci pollice e indice
Fai un respiro profondo
Ripeti mentalmente: "Questo è suo. Non mio."
Sembra banale. Funziona.
Perché crea un pattern automatico. Il tuo cervello impara che quel gesto = calma e distacco.
Dopo qualche settimana, diventa automatico. Non devi più pensarci.
Quando serve davvero
Non in tutte le situazioni. Ma in queste sì:
Quando devi prendere una decisione importante e qualcuno ti scoraggia
Quando stai facendo un cambiamento e chi ti sta intorno ha paura
Quando qualcuno proietta le sue insicurezze su di te
Quando senti di dover rinunciare a qualcosa di importante per "tenere la pace"
In questi casi, questo approccio ti salva.
Il costo di non farlo
Ho visto CEO brillanti bloccarsi per anni.
Non per mancanza di capacità. Per il peso delle paure altrui.
Paura del socio. Del consiglio di amministrazione. Del padre che ha fondato l'azienda.
Il risultato? Decisioni rimandate. Opportunità perse. Frustrazione.
E la cosa peggiore: la sensazione di non essere veramente liberi nelle proprie scelte.
Cosa ti serve per iniziare
Non ti serve un master in psicologia. Non ti serve diventare insensibile. Non ti serve cambiare personalità.
Ti serve capire una cosa: le paure degli altri non sono tue da portare.
Puoi riconoscerle. Puoi rispettarle. Ma non devi assorbirle.
Vuoi andare più a fondo?
Questo post ti dà la mappa. Ma la mappa non è il territorio.
Applicare queste tecniche nella tua realtà, con le tue persone, nei tuoi contesti specifici, richiede lavoro personalizzato.
Se sei un CEO o un imprenditore e senti che le dinamiche relazionali stanno limitando le tue decisioni, possiamo parlarne.
Lavoro con tecniche di PNL e ipnosi per creare cambiamenti concreti e duraturi. Non sessioni infinite. Lavoro mirato su pattern specifici.
Contattami: mauro.brocca
Prima sessione conoscitiva per capire se ha senso lavorare insieme.
Nessun obbligo. Solo chiarezza.
Mauro Brocca
Life & Mental CoachEsperto in PNL e Ipnosi
P.S. Se questo post ti è stato utile, condividilo con qualcuno che sta affrontando situazioni simili. A volte basta una prospettiva diversa per cambiare tutto.








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