Quando la decisione arriva prima della logica
- maurobroccalifecoa

- 14 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min

Scrivo spesso di mente perché è lì che nascono le decisioni.
E le decisioni, nel bene o nel male, guidano i risultati.
Qui non parlo di magia.
Parlo di funzionamento.
La fisica quantistica ci offre una metafora utile.
Non una ricetta.
Una chiave di lettura.
Connessione e osservazione
In fisica esiste l’entanglement.
Due particelle restano collegate anche a distanza.
Quando una cambia stato, l’altra reagisce.
Trasportato sull’essere umano significa questo: non siamo separati da ciò che osserviamo.
Il modo in cui guardiamo un problema lo modifica.
In azienda succede ogni giorno.
Un CEO entra in riunione con una certa aspettativa.
Il clima cambia.
Le persone reagiscono.
I numeri seguono.
Non è filosofia.
È dinamica.
Il vero centro di comando
La mente conscia decide poco. Il grosso lo fa il subconscio.
Parliamo di automatismi. Abitudini mentali. Reazioni apprese molto presto.
Se da bambino hai imparato che il controllo è sicurezza, oggi farai fatica a delegare.
Anche se sai che dovresti farlo.
Il subconscio non ragiona. Esegue.
Esegue ciò che è stato scritto.
Frequenza come stato interno
Uso il termine “frequenza” in modo pratico.
È il tuo stato interno stabile.
Tensione. Allerta. Pressione continua.
Oppure chiarezza. Presenza. Direzione.
Il corpo si adatta a quello stato. Produce chimica coerente. La mente cerca conferme.
Se resti a lungo nello stress, diventa normale. E cambiarlo solo con la forza di volontà non funziona.
Come si cambia davvero
Serve accesso diretto al subconscio.
Non motivazione.
Stati di attenzione profonda. Respirazione guidata. Visualizzazione con coinvolgimento emotivo.
Qui entrano in gioco PNL e ipnosi.
Non da palco. Da lavoro.
Non per “credere”. Per riprogrammare.
Quando pensiero, emozione e azione vanno nella stessa direzione, il sistema smette di opporsi.
Manuale d’uso essenziale
Osserva il tuo stato prima di ogni decisione chiave.
Se il corpo è in tensione, fermati. Decidere lì costa caro.
Riporta il respiro in basso. Lento. Regolare.
Chiediti: questo schema lo sto scegliendo ora o lo sto ripetendo?
Lavora sullo stato, non sul problema. Il problema segue.
Semplice. Non facile. Ecco perché da soli spesso non basta.
Una nota di chiarezza
La fisica non dimostra che “crei la realtà con i pensieri”. Dimostra che l’osservatore conta.
Nel lavoro con CEO e imprenditori questo basta. Perché chi guida un’azienda è sempre un osservatore che influenza il sistema.
Se vuoi lavorarci
Io lavoro su questo punto. Stato interno. Strutture profonde. Decisioni che non drenano energia.








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